Il noachismo in Massoneria
Dalla mitologia universale al Rito Noachita italiano
Nella Massoneria, Noè c’è ma non lo vede nessuno. Il suo nome compare nei manoscritti più antichi, poi nel 1738 James Anderson lo mette al centro dell’identità massonica — il vero massone è “a true Noachida” — e pochi decenni dopo sparisce dalle Costituzioni ufficiali, soppiantato da Hiram e dal Tempio di Salomone.
Questo saggio segue quel filo dall’inizio alla fine. Parte dal Diluvio come mito planetario, che ricompare quasi identico in civiltà che non si erano mai incontrate, dal sumero Utnapishtim al Manu indù, da Deucalione a Yu il Grande. Passa per le Sette Leggi di Noè nella tradizione rabbinica e per la teologia noachide di Elia Benamozegh. Poi entra in Massoneria: le Costituzioni del 1738, il Manoscritto Graham dove è Noè e non Hiram il protagonista della leggenda della resurrezione, l’Ordine Noachita e gli Alti Gradi, il Rito di Swedenborg, fino all’Antico Rito Noachita italiano, di cui ricostruisce la storia e la filiazione.
Sotto c’è una domanda che riguarda anche chi in Loggia non ci è mai entrato: che cosa può unire persone di fedi diverse senza chiedere a nessuna di rinunciare alla propria. La risposta di Anderson, “that Religion in which all Men agree”, non nasce nell’Illuminismo del Settecento ma in un patto molto più antico, quello di Genesi 9.
È un saggio con note e bibliografia ragionata, non un testo divulgativo: chi arriva da Massoneria per profani trova qui un gradino in più. Ma non serve essere massoni per leggerlo, serve solo interesse per il modo in cui un’idea sopravvive per tremila anni cambiando nome.
Le prime righe
Questo saggio nasce da una constatazione e da una lacuna. La constatazione è che il Noachismo, inteso come sistema di valori morali universali fondato sulla figura biblica di Noè e sulle Sette Leggi a lui attribuite dalla tradizione rabbinica, costituisce il fondamento esoterico meno studiato e meno compreso della Massoneria speculativa. La lacuna è che, a fronte di una sterminata bibliografia sulla leggenda iramita, sul Tempio di Salomone e sulla ritualità del terzo grado, la tradizione noachide resta in larga misura ai margini della riflessione massonica contemporanea, quasi fosse un ornamento antiquario delle Costituzioni di Anderson piuttosto che ciò che effettivamente è: la pietra angolare dell'universalismo massonico.
Eppure il Noachismo è ovunque nella Massoneria, a condizione di saperlo vedere. È nella Prima Carica del 1738, nella leggenda del Manoscritto Graham, nei gradi 21° e 22° del Rito Scozzese Antico ed Accettato, nell'arcobaleno che sovrasta il sigillo dell'Antico Rito Noachita, nella stessa domanda che ogni Massone si pone entrando per la prima volta in Loggia: che cosa ci unisce, al di là delle nostre differenze?
- Editore
- Edizioni Tipheret
- Collana
- Beth
- Anno
- 2026
- Pagine
- 172
- ISBN
- 978-88-6496-916-9
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