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Il Blog di Stefano Conte

In uscita

Il caffè degli iniziati

Piccola alchimia quotidiana per restare svegli

Un caffè dura trenta secondi e prima di quei trenta secondi succedono mesi: una pianta, una raccolta, una cernita, il fuoco, la macinatura, l’acqua, la pressione, il tempo. Poi lo beviamo e passiamo oltre.

Questo libro rallenta quel gesto e lo segue passaggio per passaggio, dalla drupa al fondo che resta nella tazzina. Ogni capitolo è una fase — la materia prima, la cernita, la prova del fuoco, la macinatura, l’acqua, la tazzina, il sorso, il fondo — e ogni fase dice qualcosa su come funzionano le trasformazioni, comprese quelle che riguardano noi.

Non è un manuale sul caffè e non è un trattato di simbolismo. È il tentativo di prendere sul serio un rito minimo senza diventare seri a sproposito: la tazzina resta una tazzina, ed è proprio per questo che può dire tanto. I simboli che funzionano non hanno bisogno di travestirsi, stanno nelle cose ripetute e negli oggetti umili.

Chi ha letto Massoneria per profani ritrova qui lo stesso sguardo applicato a una materia che non ha nulla di iniziatico o, almeno, così sembra. Chi non l’ha letto non ha bisogno di saperne nulla: serve solo aver bevuto un caffè e averlo bevuto senza pensarci.

Le prime righe

Ci sono cose che comprendiamo troppo tardi perché le abbiamo avute davanti ogni giorno.

Il caffè è una di queste.

Lo beviamo al mattino, al bar, dopo pranzo, prima di una riunione, durante una pausa, davanti a una pagina bianca, dopo una telefonata difficile, con un amico che passa, con qualcuno che resta meno del previsto. Lo chiediamo corto, lungo, amaro, macchiato, in ghiaccio, bollente, decaffeinato, corretto, anche quando spesso siamo noi ad avere bisogno di correzione.

Poi lo beviamo.

E passiamo oltre.

Editore
Edizioni Tipheret
Collana
Hod
Anno
2026
Pagine
140
ISBN
978-88-6496-966-4

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