caffè

Una delle maggiori attrazioni del Salento, sempre poco promossa, è certamente il caffè, per il quale la maggior parte dei leccesi ha un vero e proprio culto.

Probabilmente complice la presenza di torrefazioni di altissima qualità, il caffè che si beve nel Salento, sia in casa che al bar, è talmente gradevole e appagante che viene letteralmente degustato più volte al giorno … al risveglio, appena usciti da casa per una veloce colazione, a metà giornata per una piacevole pausa dal lavoro, dopo pranzo. Questo lo standard minimo.

Quale il segreto di una bevanda che ha trasformato  un’abitudine in un vizio? Certamente una felice concomitanza di fattori: l’acqua, fondamentale per preparare un buon caffè, il clima e la maestria dei barman, molti dei quali partecipano a specifici corsi e mettono in bella mostra l’attestato di fine corso nel proprio locale. Come accennavo, è l’arte della torrefazione che permette di “sfornare” miscele fatte con pregiati caffè di varietà di arabica, e in alcuni casi di varietà robusta, che, sapientemente tostati e macinati, permette di raggiungere la perfezione del gusto forte e deciso del caffè dall’animo corposo salentino.

Un po’ di anni fa, in epoca pre internet, lessi l’articolo di un giornalista che seguiva eventi sportivi all’estero e lamentava la mancanza di un buon caffè “non dico come lo fanno a Lecce”, scriveva, “ma almeno come lo fanno a Napoli” (Sic!).

Ma come lo bevono il caffè i salentini? Caldo in tazzina di ceramica bollente, freddo, servito nei bicchieri solitamente utilizzati per l’amaro, fatto a granita, magari con la panna e accompagnato da una calda e fragrante brioche. E ancora, in ghiaccio. Non “al ghiaccio” come scrive qualcuno, ma “in ghiaccio” … non sbagliate, se non volete che vi ridano in faccia e vi scambino per baresi, che usano chiamarlo così.

Ma qual è la vera ricetta del caffè in ghiaccio?

  1. Caffè in ghiaccio

    Riempire completamente un bicchiere capiente di vetro con cubetti di ghiaccio

  2. Preparare un caffè espresso amaro e bollente nella classica tazzina di ceramica
  3. Zuccherare il caffè a piacere facendo attenzione a far sciogliere bene lo zucchero, altrimenti potrebbe legarsi al ghiaccio e il caffè risulterebbe amaro
  4. Versare il caffè espresso ancora bollente nel bicchiere

 

Si può sostituire lo zucchero con il latte di mandorla: in questo caso di deve versare il latte di mandorla nel bicchiere contenete il ghiaccio e successivamente versare il caffè bollente e amaro.

Vi aspetto al bar!

Stefano Conte
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