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Un tour nel Salento, viaggio tra bellezze architettoniche e specialità tipiche

Salento

La prima cosa che si nota arrivando in Salento non è il mare, come tanti potrebbero immaginare, ma le distese di ulivi secolari che trapuntano sterminati campi di terra rossa e nascondono alla vista la costa che invece è ben visibile fino a Brindisi, provenendo da nord e percorrendo la via adriatica.

E ancor di più si stupisce il viaggiatore arrivando al capoluogo, poiché Lecce, benché distante solo una decina di chilometri dalle sue marine, non ha niente che possa far pensare a una località di turismo balneare. Perché il Salento ha mille volti e mille proposte per tutte le stagioni e ogni tipo di turista, anche il più esigente.

E, giacché sono tantissimi gli itinerari da suggerire, questo mese scegliamo di accompagnarvi in un ideale fine settimana del mese di marzo lungo la direttrice jonica del Salento.

Arrivando a Lecce nel pomeriggio del venerdì, se non avete già prenotata la vacanza in anticipo, vi proponiamo di far tappa al Salento d’Amare Point per farvi guidare nella scelta del luogo dove pernottare nel centro storico, un B&B o uno dei tanti hotel, e approfittare subito di una degustazione di benvenuto a base di prodotti tipici. Altrimenti, subito in stanza a disfare le valigie e poi di corsa al Salento d’Amare Point per un aperitivo e i suggerimenti per la serata e la cena.

L’aria primaverile vi ispirerà certamente una passeggiata nei vicoli alla scoperta dei tesori della Firenze del Sud, a partire dal Palazzo dei Celestini, che ospita l’Info-point, e i “merletti” della bianca pietra leccese per proseguire con la barocca Basilica di Santa Croce e il suo meraviglioso rosone, Piazza Sant’Oronzo con il Sedile e l’anfiteatro romano, il Corso Vittorio Emanuele, la Chiesa di Sant’Irene e la magica Piazza Duomo.

A questo punto, sarete affamati e vi facciamo accomodare in uno dei tanti locali della città, potete scegliere tra un ristorante tipico, un’osteria o una locanda, ovunque sarete accolti dalla proverbiale cortesia dei leccesi. Cosa mangiare e bere? Ciceri e tria, la tipica pasta fresca con i ceci e i ritagli di pasta fritti, Turcineddhi, involtini di fegato di agnello arrotolati con il suo budellino – non storcete il naso, provare per credere –, accompagnati da un buon vino Negramaro doc, e una bella fetta di Crostata con marmellata d’uva.

Dopo cena, ancora due passi “digestivi” per il centro storico e un consiglio, mentre camminate, sbirciate negli androni dei palazzi, ne scoprirete i giardini nascosti, e guardate in alto, verso i balconi magistralmente scolpiti dagli scalpellini leccesi.

La mattina seguente, dopo un’abbondante colazione a base di cappuccino e tipico Pasticciotto, fragrante pasta frolla ripiena di morbida e gustosa crema pasticcera, oppure di granita di caffè con panna e brioche, si parte alla volta della Terra d’Arneo. Una buona occasione per visitare alcune tra le migliori aziende vinicole del Salento.

A Nardò visiterete il centro storico che rivela una ricchezza e una raffinatezza sorprendenti: palazzi gentilizi, chiese e cappelle, complessi conventuali, guglie, piccole corti raccontano di un fervore costruttivo strettamente legato alla presenza della sede vescovile e delle diverse famiglie del patriziato locale, da Piazza Salandra, una delle più scenografiche del Salento alla Fontana del Toro, dalla chiesa di S. Domenico alla Cattedrale. Da non perdere poi, il Museo della Preistoria, il Museo della Memoria e dell’Accoglienza presso Santa Maria al Bagno, che raccoglie testimonianze dei tanti ebrei deportati, ospitati qui tra il 1943 e il 1947, la marina di Santa Caterina, il Parco Naturale Regionale di Porto Selvaggio e Palude del Capitano, una delle principali “isole verdi” del Salento, con 300 ettari di pineta e 7 chilometri di litorale alto e roccioso. Un’area dalle importanti valenze paesaggistiche e culturali, con le torri costiere e le grotte preistoriche del Cavallo, di Uluzzo, di Torre dell’Alto, di Serra Cicora, di Capelvenere che rappresentano solo alcuni degli esempi più significativi a livello internazionale. L’importanza dei ritrovamenti nella grotta di Uluzzo, catalogati nel Paleolitico Medio e Superiore, ha determinato la definizione di un periodo “uluzziano”, considerato una delle prime manifestazioni di arti figurative in Europa.

A pranzo potrete gustare le Sagne ‘ncannulate cullu casu recotta, pasta fresca al sugo di pomodoro e tipico formaggio ricotta, spesso accompagnata da polpette fritte, e lu Purpu a Pignata, polpo cotto a lungo nella Pignata, una pentola di terracotta tradizionale. Il tutto annaffiato da un buon calice di vino Nardò doc.

Nel pomeriggio ci sposteremo a Gallipoli, la Città Bella, dove visiterete il Borgo antico. Il centro storico di Gallipoli è un’isola collegata alla terra ferma da un ponte in muratura.

Prima del ponte troverete la Fontana greca, risalente al 16° secolo, su cui sono raffigurate le metamorfosi di personaggi mitologici, mentre alla fine dello stesso sorge il meraviglioso Castello Angioino-Aragonese e il “Rivellino”, la sua parte alta, che in estate veniva trasformata in cinema all’aperto.

Qui troviamo la città vecchia che è stata costruita come un labirinto tra le case con percorsi che portano alle mura della città che danno sul porto. L’idea ingegnosa permette di tagliare il percorso del sempre presente vento e riparare le abitazioni dei pescatori.

Visiterete la Cattedrale di Sant’Agata, la Chiesa di San Francesco d’Assisi, dove è custodita la statua del “malladrone”, il “cattivo ladrone” crocefisso accanto a Gesù, e le varie e numerose chiese appartenenti ognuna a una delle confraternite di arti e mestieri che rappresentavano la città: pescatori, falegnami, nobili, il Teatro Garibaldi, una vera bomboniera, e, da non perdere al calar del sole, la Spiaggia della Purità, dal nome della Chiesa della Purità che si trova esattamente sopra la spiaggia. Qui è conservata la Statua di Santa Cristina, patrona della città che viene festeggiata con processione, luminarie e spettacoli pirotecnici il 24 luglio.

Per il ristorante non c’è che l’imbarazzo della scelta ma per il menù della cena sarà d’obbligo gustare un piatto di Spaghetti cu li rizzi, spaghetti conditi con le uova di ricci di mare, e i famosissimi Gamberi rossi di Gallipoli, da mangiare sia crudi che appena scottati alla brace o al forno. Mi raccomando, senza alcun condimento, oltre all’olio extravergine d’oliva salentino. Il vino sarà una Malvasia bianca Igt. Per concludere, i Divini amori, dolci tipici con pasta di mandorla e glassa di zucchero.

Per la colazione della domenica, vi proporrò una soluzione “salata”. In meno di tre giorni non si può fare tutto ma alcune tipicità non possono essere trascurate. Mangerete un bel Rustico leccese, pasta sfoglia ripiena di pomodoro, mozzarella e besciamella. Imperdibile!

A stomaco pieno e soddisfatti, partiremo per le Serre salentine, un’altra zona ricchissima di natura, storia e tradizioni.

L’itinerario sarà al contempo naturalistico e culturale e permetterà di scoprire il territorio in maniera profonda. Si partirà da Gallipoli per arrivare ad Alliste: un percorso naturalistico ambientale, tra muretti a secco, caseddhipalmenti, menhir e dolmen, che si estende per circa 20 km unendo due parchi naturali regionali, quello della costa di Gallipoli e quello della costa e dei bacini di Ugento, e attraversando Torre Suda, Marina di Mancaversa e i centri storici dei comuni di Taviano, Racale, Melissano e Matino.

Qui visiterete i Menhir Ospina e Crocicchie (oggi Castelforte) di Racale, il Palazzo Marchesale di Taviano, il Palazzo Del Tufo a Matino, il trappeto Li Curti di Melissano e i menhir Ninfeo e Terenzano a Felline.

Dopo tanta natura, storia e cultura, vi proporrò l’ultimo sforzo. L’apoteosi del gusto la raggiungerete in uno dei ristoranti di Felline, la bella frazione del Comune di Alliste.

Non posso proporre un menu perché dipende dal pescato del giorno, però sappiate che antipasto, primo e secondo saranno a base di pesce, frutti di mare, crudi e cotti, e crostacei. Troverete i vini delle migliori cantine salentine e vi chiederete “come avete fatto a vivere fino a questo momento senza conoscere la cucina di Felline”. Amaro e caffè chiuderanno la giornata e si ripartirà per il viaggio di ritorno.

Arrivederci al prossimo anno, lo sappiamo che tornerete in Salento!

Sorgente: Un tour nel Salento, viaggio tra bellezze architettoniche e specialità tipiche

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Estate 2017: all’insegna dell’enogastronomia

State 2017: all’insegna dell’enogastronomia

Food & Wine, fattori di crescente importanza per il turismo

L’enogastronomia si conferma uno dei fattori a cui i turisti guardano con crescente interesse nell’estate 2017. Secondo una recente analisi della Coldiretti, quest’estate l’alimentare sarà la principale voce della spesa di italiani e stranieri in vacanza in Italia, che spenderanno per cibo e bevande circa 26 miliardi di euro tra pasti al ristorante e acquisto di prodotti enogastronomici. Lo conferma anche TheFork, che ha condotto un sondaggio nel mese di giugno attraverso surveymonkey su un campione di 500 utenti in Italia analizzando i loro programmi gastronomici per l’estate 2017.
 
enogastronomia
 
Offerta enogastronomica: un fattore importante nella scelta della destinazione
 
Secondo lo studio, quasi l’80% degli intervistati andrà in vacanza fuori città per una (28%) o due settimane (46%). Per il 44% di questi turisti, l’offerta gastronomica è un fattore molto importante (39%) o fondamentale (5%) nella scelta della destinazione. La quasi totalità prevede, inoltre, di fare esperienze enogastronomiche nel corso delle proprie vacanze. In particolare, il 35% degli intervistati punterà sulla degustazione di vini e/o prodotti locali e il 12% si concederà un pranzo o una cena in un ristorante premiato dalle guide gastronomiche. A seguire nella “classifica” delle esperienze legate al Food&Wine anche i tour enogastronomici, le lezioni di cucina locale e il social eating.
 
Cena al ristorante: l’esperienza enogastronomica più diffusa in vacanza
 
L’83% degli intervistati prevede di fare uno o più pasti in un ristorante del luogo, principalmente per il servizio della cena. Quanto al budget destinato alla ristorazione, oltre la metà dei rispondenti ha stanziato tra 25 e 50 € a pasto a persona. Nella scelta del ristorante il 74% ritiene che sia molto importante o fondamentale che la proposta culinaria sia legata al territorio. Le cucine preferite in vacanza sono quelle di pesce e le specialità regionali, mentre per quanto riguarda l’atmosfera, la caratteristica più ricercata nei ristoranti delle località turistiche è la vista panoramica. Le recensioni sui portali specializzati e i social sono – insieme al consiglio di parenti, amici e gente del posto – uno dei criteri più utilizzati nella scelta del ristorante in vacanza.
 
Turismo enogastronomico: oltre il semplice consumo
 
«L’indagine conferma quanto l’esperienza enogastronomica sia diventata un elemento centrale nella vacanza» – spiega Roberta Garibaldi, esperta di turismo enogastronomico, nel direttivo della World Food Travel Association, nonché autrice di numerosi libri e saggi – «l’enogastronomia è diventata uno “strumento” privilegiato poiché racchiude e veicola tutti quei valori che il turista contemporaneo ricerca, ossia rispetto della cultura e delle sue tradizioni, autenticità, sostenibilità, benessere psico-fisico ed esperienza».
 
«Anche la recente ricerca che abbiamo condotto in 11 Paesi del mondo indica che il 93% dei turisti ha partecipato ad almeno una esperienza legata al food & wine nel corso della sua più recente vacanza. E il recarsi in un ristorante per un’esperienza culinaria memorabile risulta fra le più richieste, essendo stata svolta dal 63% degli intervistati».
 
«Sebbene un buon pranzo con prodotti locali abbia sempre rappresentato un elemento fondamentale nella vacanza, oggi il turista si mostra sempre più interessato ad andare oltre al semplice consumo dei prodotti tipici e aspira a conoscerne le origini, i processi e le modalità di produzione e, attraverso questi, il territorio, le vicende storiche, artistiche e sociali, la vita delle persone del luogo. Non è quindi un caso che i turisti non ricerchino solo esperienze culinarie nei tradizionali luoghi del food ma una pluralità di attività enogastronomiche come tour all’insegna dell’enogastronomia, visite a cantine, lezioni di cucina ed esperienze di social eating. Senza dimenticare i festival e gli eventi a tema, molto diffusi in tutta Italia».


Source: ristorazioneitalianamagazine.it

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Come diventare Influencer: guida completa | Blog Buzzoole

Come diventare Influencer: guida completa | Blog Buzzoole

Sei una di quelle persone che piace a tutti? Hai molti amici, un lavoro che ti piace e sei un trend setter? Forse ancora non lo sai, ma potresti già essere considerato un Influencer dalle persone che ti circondano. O forse vorresti esserlo e ti stai chiedendo come si diventa Influencer?

Prima di tutto bisogna partire dalla domanda essenziale: perché vuoi diventare Influencer?

Risposta secca: per avere il potere su tutti!

In effetti, essere un Influencer porta con sé molti vantaggi. Puoi usare la tua credibilità per costruire il tuo personal brand, conquistare la fiducia degli altri, influenzare le opinioni e molto altro.

La parte migliore? Non devi necessariamente fare le cose in grande per essere considerato un Influencer. Infatti puoi influenzare le persone anche senza avere il livello di popolarità di Beyoncé.

Tutto quello di cui hai bisogno è l’autenticità e la tua opinione sarà utile agli altri utenti della rete. Dalla moda, al beauty, alla politica, fino al travel, un resoconto sincero suscita sempre grande interesse e coinvolgimento.

Se ancora non sei convinto guarda queste statistiche:

  • Nel 2016 i Brand hanno speso in media tra i  $25.000 e i $50.000 per campagne di influencer marketing. (Fonte)
  • Il 71% delle persone sono più inclini a effettuare un acquisto a seguito di una recensione sui social media. (Fonte)
  • Il 54% dell’audience femminile ha acquistato un prodotto o servizio dopo aver visto un post creato da un Influencer. (Fonte)

Sulla base di questi dati, va da sé che diventare un Influencer è il tuo passaporto per essere un leader d’opinione.

Come diventare Influencer: percorso step-by-step

Ora che sai che si tratta di un percorso vincente, puoi davvero iniziare a capire in che modo diventare un Influencer. Dalla nostra esperienza risulta che la maggior parte degli influencer ha un piano strategico che include i seguenti step:

  1. Scegli la tua nicchia

Il primo step nel tuo viaggio è scegliere la giusta nicchia a cui rivolgerti. In qualsiasi settore, troverai sempre grandi nomi che hanno costruito la loro credibilità nel corso di molti anni.

Quindi, invece di cercare di arrivare subito a quel livello, restringi il tuo focus su un target/settore specifico e concentrati su quello.

Prendi l’esempio di Georgina Horne.

Georgina è una fashion Influencer molto nota su Instagram, specializzata in moda curvy.

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Le persone associano il suo nome alla moda plus-size e il suo account è una delle migliori risorse per essere  aggiornati sugli ultimi trend di questa nicchia.

Da notare che non parla di sport, cucina, o moda in generale. Il suo focus centrale è su un argomento ben preciso, e questa è la sua arma vincente. È grazie al suo approccio unico che la sua influenza è cresciuta molto in pochi anni.

  1. Concentrati su una piattaforma e padroneggiala

Quando osservi la presenza online di persone come Gary Vaynerchuk, non puoi non restare impressionato dal numero di follower che ha su diversi canali come Facebook, Twitter e Instagram.

E questo potrebbe portarti a voler essere per forza presente su tutte le piattaforme social esistenti.

In ogni caso, se scegli questo approccio aggressivo, rischi di diluire troppo la tua presenza online.

Se vuoi diventare un Influencer senza svuotare il tuo portafogli, concentrati inizialmente su una piattaforma e avrai maggiori possibilità di realizzare i tuoi obiettivi.

Ecco un esempio:

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Ryan Higa è un comico americano molto noto su YouTube. Si è focalizzato su questo canale e ha consolidato la sua presenza con contenuti di qualità, che lo hanno aiutato a raccogliere oltre 19 milioni di subscriber.

So cosa stai pensando: Higa ha un grande seguito anche sulle altre piattaforme social.

Sì, è vero, ma questo grazie alla sua popolarità attuale, che inizialmente ha guadagnato su una piattaforma specifica.

La lezione da imparare qui è che quando ottieni abbastanza influenza su una singola piattaforma, questa inizierà ad amplificarsi anche sulle altre in maniera naturale.

  1. Pubblica contenuti originali e autentici

Il segreto per ottenere audience e guadagnarne la fiducia è creare contenuti che riflettano delle esperienze vere alle quali altre persone possano relazionarsi, che siano in grado di emozionare e dare valore aggiunto ad altre persone.

La tua influenza riposa sulla qualità e sull’autenticità dei tuoi contenuti e su quanto questi siano vicini alla tua nicchia.

Ad esempio, anche se collabori con un Brand, il tuo contenuto deve essere naturale. In questo modo le persone si sentiranno maggiormente coinvolte e portate a condividerlo.

Un esempio sono Nicolas Cole e Leonard Kim, due tra i top contributor di Quora.

La loro carriera sul celebre sito di Q&A ha visto una grande ascesa, per un motivo preciso: mentre gli esperti di settore spesso suggerivano agli aspiranti influencer di non essere troppo aperti sul web, Cole e Kim hanno fatto esattamente il contrario e ciò li ha resi estremamente influenti.

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Se chiedessi a loro come diventare Influencer, ti parlerebbero di onestà e ti suggerirebbero di integrare ai tuoi contenuti storie personali per creare una connessione più umana con la tua target audience.

Se qualcuno ti ha dato l’ispirazione per parte del tuo contenuto, allora non dimenticare di menzionarlo e, una volta pubblicato, faglielo sapere. Questo è ciò che normalmente spinge gli altri a condividere i tuoi contenuti e che li aiuta a diventare virali.

Riflessioni finali

Se stai iniziando a considerare come diventare influencer, potresti sentirti scoraggiato dalla difficoltà di avere subito un grande seguito, ma questo non deve fermarti dal costruire relazioni con persone nella tua cerchia, nel comprendere tutti i segreti di un canale digital specifico e creare contenuti di cui puoi andare fiero.

Sii paziente e le persone inizieranno a notare i tuoi sforzi.

Una volta che avrai acquisito una presenza rispettabile, potrai iniziare a collaborare con i Brand o ad aspettarti che siano proprio loro a contattarti. Noi di Buzzoole connettiamo gli Influencer con i Brand permettendo a entrambe le parti a trarre il massimo beneficio dalle attività svolte insieme.

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