Please assign a menu to the primary menu location under menu

Food

AdvertisingFood

Una cena stellata ma conveniente

Le Nostre Stelle Eurospin

Quante volte avreste voluto gratificare gli ospiti con una cena da ristorante stellato ma avete rinunciato per il costo e la difficoltà di reperire ingredienti di qualità certificata?

Oggi ci vengono in aiuto Eurospin e lo chef Marcello Leoni che, utilizzando i prodotti della linea Le Nostre Stelle, propone alcune ricette gourmet.

Una proposta di qualità, che rispetta le tradizioni esaltando il gusto delle tipicità italiane.

Per l’antipasto, segnalo la Burrata con alici sott’olio e crostone ai Pomodorini Datterini:

  • abbrustolire 4 fette di pane su una griglia o in forno;
  • mettervi sopra un filo d’olio extra vergine di oliva Val di Mazara DOP Le Nostre Stelle e un pò di sale;
  • sfregare 5 pomodorini datterini Le Nostre Stelle su ognuna delle 4 fette di pane;
  • adagiare su ciascuna fetta straccetti di burrata Le Nostre Stelle e 2 alici sott’olio per fetta.

ingredienti_aliciBurrata e alici

Per il primo, consiglio i Rigatoni all’amatriciana con Pecorino di Pienza:

  • in un sautè mettere 120 gr. di guanciale stagionato tagliato a listarelle, 1 spicchio d’aglio e un pizzico di peperoncino, senza aggiungere altri grassi di cottura;
  • una volta che il guanciale sarà diventato croccante, aggiungere 80 g di Pomodorini Datterini Le Nostre Stelle battuti al coltello;
  • in una pentola tuffare i rigatoni Pasta di Gragnano IGP Le Nostre Stelle in acqua bollente leggermente salata;
  • fare andare la salsa lentamente, cercando di portarla a cottura nel momento stesso in cui i rigatoni saranno pronti;
  • aggiustare di sapore con un pizzico di pepe nero;
  • scolare la pasta, saltarla con la salsa, aggiungendo 150 g di Pecorino di Pienza Semistagionato Le Nostre Stelle un po’ alla volta.

ingredienti_rigatoniRigatoni

Chiuderei in bellezza con un Rombo farcito di Burrata e cozze alla salsa di mandorle:

  • per la salsa di mandorle mettere in infusione 150 ml di latte intero e 150 g di mandorle tritate per circa 4 ore;
  • frullare il tutto e passare al colino cinese e mettere da parte;- in una pentola mettere 20 cozze, un filo d’Olio Extra Vergine di Oliva Val di Mazara DOP Le Nostre Stelle, 1 rametto di rosmarino, 1 spicchio d’aglio e abbondante pepe;
  • cuocere finché non si apriranno;
  • sgusciare le cozze e tenere a bagno nella loro acqua di cottura;
  • prendere 500 g di filetti di rombo, con un coltello aprirli “a portafoglio” e mettervi all’interno una fettina di Burrata Le Nostre Stelle e alcune cozze;
  • arrotolare la fetta su se stessa, chiuderla nella carta stagnola precedentemente oleata, assicurandosi che i lati siano ben chiusi;
  • cuocere gli involtini in forno ben caldo (circa 200°) per circa 7 minuti;
  • una volta cotti, toglierli dalla carta stagnola e farli scolare;
  • tagliarli a tronchetti e disporli sulla salsa precedentemente messa nei piatti da portata.

ingredienti_romboRombo

I prodotti Le Nostre Stelle soddisfano i clienti che cercano prodotti di qualità, molti dei quali DOP, IGP, STG, di cui è garantita la provenienza e la lavorazione delle materie prime.

Scopri i prodotti Le Nostre Stelle e le ricette dello chef Marcello Leoni su: http://l12.eu/eurospinlenostrestelle-1876-au/BT69P83OQF0AVTD3GZI8

Presentazione di Marcello Leoni from Eurospin Italia on Vimeo.

AdvertisingFood

Polenta e pezzetti di cavallo alla salentina

pezzetti di cavallo con polenta

I pezzetti di cavallo al sugo sono uno dei più famosi piatti tipici salentini. Ogni paese e ogni nonna hanno la propria ricetta e non c’è sagra o fiera dove non siano offerti nel piatto o nel panino.
Credo che lo Street Food sia nato in Salento proprio con il panino con i pezzetti.
La carne di cavallo è ipocalorica, povera di colesterolo e ricca di ferro ma va preparata con un sugo non propriamente leggero, perciò mi piace accompagnarla a un alimento che non appesantisca il piatto … la polenta, che ha solo l’1,2% di grassi per 100 gr.
Per la carne di cavallo mi sono rivolto a Uccio, il mio macellaio di fiducia, mentre per la polenta ho scelto “la Classica” Valsugana, realizzata con 100% farina di mais gialla ottenuta da chicchi selezionati.

Ed ecco la ricetta per 6 porzioni abbondanti:

Ingredienti

  • 1 kg di spezzatino di cavallo (possibilmente pezzi misti di spalla e catena)
  • 1,5 lt di salsa di pomodoro
  • 1 cipolla
  • 1 costa di sedano
  • 1 carota
  • grani interi di pene nero q.b.
  • 1 peperoncino
  • vino rosso (negramaro o primitivo salentini) q.b.
  • sale q.b.
  • 120 g di farina di mais per polenta a cottura rapida

Qualcuno usa mettere anche un paio di foglie di alloro ma a me non piace e lo sconsiglio.

Preparazione

In Salento si usa la tipica “pignata”, una pentola in terracotta, ma si possono cuocere in una pentola normale o in quella a pressione (in questo caso bisogna dimezzare il tempo si cottura).

  • Preparare un soffritto di cipolla, carota e sedano
  • Aggiungere i pezzetti di cavallo e lasciarli rosolare avendo cura di rimestarli di tanto in tanto per evitare che aderiscano al fondo della pentola
  • Tirare la carne con il vino rosso, sino all’evaporazione completa
  • Aggiungere il peperoncino e versare la salsa di pomodoro sino a ricoprire i pezzetti
  • Salare, chiudere la pentola e far cuocere a fuoco medio per circa 3 ore, il tempo dipende dalla grandezza dei pezzetti di carne
  • Mescolare ogni tanto e assaggiare per regolarvi con il sale
  • I pezzetti saranno pronti quando saranno morbidissimi
  • Preparare la polenta seguendo le istruzioni riportate sulla confezione (la Polenta Valsugana è pronta in soli 8 minuti)
  • Servire accompagnando la polenta con i pezzetti di cavallo al sugo

Buon appetito!

Ricetta ottima da preparare in ogni stagione dell’anno. In estate, per esempio, la polenta può essere lasciata raffreddare, tagliata a fette e usata come fossero dei crostini dopo averla grigliata.

Per conoscere meglio la Polenta Valsugana, le sue caratteristiche e la varietà dell’offerta: http://l12.eu/polentavalsugana-1840-au/WRTA17ZQVS0AVTD3GZI8

AdvertisingFoodSocial marketingVini

Eurospin e la “democrazia del consumo”

Gardini Eurospin

Quando si parla di vino di qualità, si parla di vigneti soleggiati, di lavoro dei contadini, di cura maniacale delle viti, di enologi che perseguono il risultato perfetto, di cantine attrezzate come laboratori scientifici. Di botti, di bottiglie e tappi di sughero.
Quanto cose fa venire in mente un buon vino. E quanto emoziona immaginare la terra dove sono state coltivate, vendemmiate, vinificate le uve e imbottigliato quel vino.
Questa è la filosofia di Eurospin che, con la collaborazione del sommelier Luca Gardini, ha selezionato alcuni vini DOC/IGT/DOCG integralmente prodotti in alcune delle più vocate zone vitivinicole italiane per emozionare i palati a un prezzo contenuto.
Si tratta della linea dei Vini Integralmente Prodotti di Eurospin. Io la chiamo “democrazia del consumo”.
Scopri di più su: http://l12.eu/eurospinvini-1806-au/8A53FG6CQY0AVTD3GZI8
Buzzoole
#vinieurospin #integralmenteprodotto #ad #gardini

FoodRassegna web

Estate 2017: all’insegna dell’enogastronomia

State 2017: all’insegna dell’enogastronomia

Food & Wine, fattori di crescente importanza per il turismo

L’enogastronomia si conferma uno dei fattori a cui i turisti guardano con crescente interesse nell’estate 2017. Secondo una recente analisi della Coldiretti, quest’estate l’alimentare sarà la principale voce della spesa di italiani e stranieri in vacanza in Italia, che spenderanno per cibo e bevande circa 26 miliardi di euro tra pasti al ristorante e acquisto di prodotti enogastronomici. Lo conferma anche TheFork, che ha condotto un sondaggio nel mese di giugno attraverso surveymonkey su un campione di 500 utenti in Italia analizzando i loro programmi gastronomici per l’estate 2017.
 
enogastronomia
 
Offerta enogastronomica: un fattore importante nella scelta della destinazione
 
Secondo lo studio, quasi l’80% degli intervistati andrà in vacanza fuori città per una (28%) o due settimane (46%). Per il 44% di questi turisti, l’offerta gastronomica è un fattore molto importante (39%) o fondamentale (5%) nella scelta della destinazione. La quasi totalità prevede, inoltre, di fare esperienze enogastronomiche nel corso delle proprie vacanze. In particolare, il 35% degli intervistati punterà sulla degustazione di vini e/o prodotti locali e il 12% si concederà un pranzo o una cena in un ristorante premiato dalle guide gastronomiche. A seguire nella “classifica” delle esperienze legate al Food&Wine anche i tour enogastronomici, le lezioni di cucina locale e il social eating.
 
Cena al ristorante: l’esperienza enogastronomica più diffusa in vacanza
 
L’83% degli intervistati prevede di fare uno o più pasti in un ristorante del luogo, principalmente per il servizio della cena. Quanto al budget destinato alla ristorazione, oltre la metà dei rispondenti ha stanziato tra 25 e 50 € a pasto a persona. Nella scelta del ristorante il 74% ritiene che sia molto importante o fondamentale che la proposta culinaria sia legata al territorio. Le cucine preferite in vacanza sono quelle di pesce e le specialità regionali, mentre per quanto riguarda l’atmosfera, la caratteristica più ricercata nei ristoranti delle località turistiche è la vista panoramica. Le recensioni sui portali specializzati e i social sono – insieme al consiglio di parenti, amici e gente del posto – uno dei criteri più utilizzati nella scelta del ristorante in vacanza.
 
Turismo enogastronomico: oltre il semplice consumo
 
«L’indagine conferma quanto l’esperienza enogastronomica sia diventata un elemento centrale nella vacanza» – spiega Roberta Garibaldi, esperta di turismo enogastronomico, nel direttivo della World Food Travel Association, nonché autrice di numerosi libri e saggi – «l’enogastronomia è diventata uno “strumento” privilegiato poiché racchiude e veicola tutti quei valori che il turista contemporaneo ricerca, ossia rispetto della cultura e delle sue tradizioni, autenticità, sostenibilità, benessere psico-fisico ed esperienza».
 
«Anche la recente ricerca che abbiamo condotto in 11 Paesi del mondo indica che il 93% dei turisti ha partecipato ad almeno una esperienza legata al food & wine nel corso della sua più recente vacanza. E il recarsi in un ristorante per un’esperienza culinaria memorabile risulta fra le più richieste, essendo stata svolta dal 63% degli intervistati».
 
«Sebbene un buon pranzo con prodotti locali abbia sempre rappresentato un elemento fondamentale nella vacanza, oggi il turista si mostra sempre più interessato ad andare oltre al semplice consumo dei prodotti tipici e aspira a conoscerne le origini, i processi e le modalità di produzione e, attraverso questi, il territorio, le vicende storiche, artistiche e sociali, la vita delle persone del luogo. Non è quindi un caso che i turisti non ricerchino solo esperienze culinarie nei tradizionali luoghi del food ma una pluralità di attività enogastronomiche come tour all’insegna dell’enogastronomia, visite a cantine, lezioni di cucina ed esperienze di social eating. Senza dimenticare i festival e gli eventi a tema, molto diffusi in tutta Italia».


Source: ristorazioneitalianamagazine.it

BlogFood

Qualcosa di diverso

Claudio Sadler

Oggi avevo voglia di fare qualcosa di diverso, di approfittare della bella giornata per portare la famiglia a visitare AGROGEPACIOK, il Salone nazionale della gelateria, pasticceria, cioccolateria e dell’artigianato agroalimentare, e magari di assistere con Piergiorgio allo showcooking dello chef pluristellato Claudio Sadler.

Ho dovuto aspettare che Pier uscisse da scuola e siamo arrivati quando lo showcooking stava per terminare e Sadler stava preparando un interessante risotto ai funghi porcini e con funghi neri trombetta.

Tutti i posti a sedere erano ormai occupati e la fame cominciava a farsi sentire. Uno sguardo è bastato per farci muovere all’unisono verso uno stand che aveva in bella mostra una padella e un pentolone fumanti.

Un’inaspettata sorpresa, nella padella sfrigolavano una montagna di fette di guanciale di maiale e nel pentolone cuocevano gli spaghetti. In un piatto, un pezzo di formaggio pecorino, alcuni peperoncini, tre pomodori e altre fette di guanciale e una montagnola di pepe nero macinato.

spaghetti all'amatricianaEra lo stand nel quale Daniele Bonanni preparava la migliore amatriciana che io abbia mai mangiato nella vita.

La stessa amatriciana che fino a qualche mese fa preparava nel suo ristorante, la Trattoria Ma-Tru di Amatrice. Un posto che non esiste più.

Un meraviglioso piatto di spaghetti all’amatriciana in cambio di 5 euro. Un piccolissimo contributo per aiutare Daniele a riaprire il suo ristorante. Un gesto che permetterà ad Amatrice di riavere un pezzo della sua storia.

La Trattoria Ma-Tru era uno dei ristoranti simbolo di Amatrice ed era gestita dalla signora Marisa, originaria di Galatina, mamma di Daniele.

Il terremoto ha portato via anche la signora Marisa, sua figlia e il nipote. Una tragedia immane che non ha annientato Daniele il quale, con “pudore”, ha raccolto le nostre offerte e sorridendo ci ha raccontato che presto potrà ricomprare l’attrezzatura.

In bocca al lupo Daniele, verremo a trovarti ad Amatrice. Perché un piatto tradizionale è certamente più buono se mangiato dove è nato.

Il ristorante Ma-Tru su Facebook: Ristorante-Ma-Tru

BlogFoodFoodEst Social Club

Il caciocavallo matura in grotta

deliziosa

Vi presento Giovanni D’Ambruoso e il suo caciocavallo stagionato in grotta.

Siamo a Noci, in provincia di Bari, e lui è il fondatore della Delizia Spa, azienda leader in Italia che produce la famosa mozzarella Deliziosa. E mai nome fu più indovinato.

La sua forza? Il connubio tra la tradizione artigianale pugliese e l’utilizzo di tecnologia all’avanguardia. Qui si producono mozzarelle e prodotti caseari di altissima qualità, ottenuti dalla lavorazione di latte crudo pugliese, raccolto ogni giorno da aziende locali certificate e selezionate. Il nostro gruppo di foodblogger, giornalisti ed esperti di comunicazione social mediale sono stati letteralmente catapultati in una realtà d’eccellenza nell’ambito della gastronomia pugliese.

La prima cosa che si nota è l’arte della manualità in un ambiente altamente tecnologico. Una sorpresa che lascia presto il posto alle emozioni, quelle della vista, colpita dalle distese immense di prodotti caseari in fase di stagionatura in tantissime varietà; quelle del gusto, quando il palato ha incontrato la morbidezza, la delicatezza, la genuinità degli assaggi, serviti con la stessa cura con cui vengono realizzati e quelle dei profumi, a volte intensissimi, che rimangono nelle narici e nella mente per ore. Come accade entrando nella grotta che accoglie i caciocavalli in stagionatura. Muffe nobili che lo proteggono e fanno si che il gusto diventi inimitabile e impareggiabile.

Un tripudio di sensazioni, quindi, che non dimenticherò facilmente.

Il resto è tutto da assaggiare.

www.prodottideliziosa.it

FoodPrimi piattiRicette

Ciceri e tria

ciceri e tria

Ciceri e Tria è uno dei piatti simbolo della cucina salentina. Uno di quelli che riconosci dal profumo quando sei ancora in strada. La pasta e ceci che piace anche a chi non ama i legumi. Che trasforma una giornata qualsiasi in un giorno di festa.

Un piatto non leggero, travestito da “pietanza salutista”, con colori, profumo e sapore che evocano immagini di focaliri (camini) sempre accesi, di povere, ma allegre, tavolate nella casa del contadino e ricordi ancestrali.

Di ricette ne ho lette e sperimentate tante, praticamente ogni famiglia ha la sua, e sono per la maggior parte valide ma di una cosa vi prego … non usate ceci in scatola!!! E non cuoceteli nella pentola a pressione. Oddio, andrebbero cotti nella pignata (pentola di terracotta) direttamente sul fuoco del camino, ma questa è un’altra storia, un’altra epoca.

Ultima raccomandazione, usate esclusivamente la Tria, che è una lasagna fatta in casa con semola rimacinata di grano duro, oppure una pasta fresca simile. Non vi sognate di rovinare questa ricetta con altri tipi di pasta o, peggio, con pasta all’uovo.

Stampa la ricetta
Ciceri e tria
Piatto Primi
Cucina Salentina
Porzioni
persone
Piatto Primi
Cucina Salentina
Porzioni
persone
Istruzioni
  1. Mettere i ceci a bagno in acqua fredda e la punta di un cucchiaino di bicarbonato. Lasciarli in ammollo per tutta la notte. Il giorno dopo, scolarli, sciacquarli, metterli in una pentola e coprirli di acqua fredda (l’acqua deve sempre superare il livello dei ceci). Salare e fare cuocere a fuoco lento finché l'acqua non comincia a sobbollire, aggiungere la cipolla tagliata, il sedano a pezzi e i pomodorini tagliati in 2 o 4. Fare cuocere ancora per almeno un'ora. Se necessario, rabboccare con acqua calda da tenere a portata di mano per tutto il tempo della cottura.
  2. Per preparare la Tria, versare sulla spianatoia la semola "a fontana", aggiungere acqua tiepida e impastare finché l’impasto non si presenta omogeneo, liscio ed elastico. Formare una palla, coprirla con un canovaccio e farla riposare per una mezz'oretta. Lavorare l'impasto con il mattarello fino ad ottenere una sfoglia alta 2 millimetri. Tagliare tutta la pasta per ottenere delle tagliatelle larghe un centimetro e lunghe 10/15 centimetri. Sistemare le tagliatelle su un vassoio e lasciarle asciugare.
  3. Far bollire abbondante acqua salata e calare la Tria, lasciando da parte qualche tagliatella e i ritagli che andranno fritti. Il numero di tagliatelle da conservare dipende dai gusti, 5 o 6 possono bastare. Farla cuocere e scolarla quando è a mezza cottura. Versarla nella pentola con i ceci e terminare la cottura nel loro brodo. Nel frattempo, in un pentolino fare soffriggere lo spicchio d'aglio con una buona dose di olio evo. Aggiungere se gradito il peperoncino. Ci sta! Quando la pasta è cotta, aggiungere la tria fritta con tutto l'olio insaporito, amalgamare velocemente e impiattare.
  4. Buon appetito!
Condividi questa Ricetta

FoodPrimi piattiRicette

Spaghetti alla chitarra patriottici

spaghetti patriottici

La ricetta degli Spaghetti alla chitarra patriottici è la mia rivisitazione dei famosi Bucatini patriottici di Ugo Tognazzi. La ricetta originale la potete trovare nel suo libro  “L’Abbuffone. Storie da ridere e ricette da morire“,  che tanto ha contribuito a farmi innamorare della cucina … e alla crescita della mia pancia.

Ho preferito usare gli spaghetti alla chitarra perché mi piacciono di più e perché, con il sugo usato in questa ricetta, i bucatini risultano un vero attentato alla pulizia di tovaglia, tovagliolo e indumenti vari dei commensali.

Inoltre, preparo due diversi sughi che unisco all’ultimo momento. Questo permette di mantenere più intenso e distinto il sapore della pancetta e del prosciutto crudo … provare per credere!

Stampa la ricetta
Spaghetti alla chitarra patriottici
Piatto Primi
Cucina Italiana
Porzioni
persone
Ingredienti
Piatto Primi
Cucina Italiana
Porzioni
persone
Ingredienti
Istruzioni
  1. Versare olio e burro in una padella. Quando soffriggono, aggiungere lo spicchio d'aglio e il peperoncino. Aggiungere il prosciutto crudo a pezzetti, tagliati con il coltello o, più semplicemente, strappati con le mani.
  2. Quando il prosciutto diventa quasi croccante, versare 250 grammi di pomodori pelati e far cuocere, secondo i propri gusti, per 15/20 minuti. A me piace il gusto del pomodoro pelato non troppo cotto. Assaggiare per verificare se è necessario aggiungere sale o se basta quello rilasciato dal prosciutto.
  3. Versare olio e burro in un'altra padella. Quando soffriggono, aggiungere la cipolla sminuzzata. Quando la cipolla avrà preso un bel colore dorato, aggiungere la pancetta affumicata o, meglio, il guanciale a pezzetti. Quando la pancetta diventa quasi croccante, versare i restanti 250 grammi di pomodori pelati e far cuocere, secondo i propri gusti, per 15/20 minuti. Assaggiare per verificare se è necessario aggiungere sale o se basta quello rilasciato dalla pancetta. Se usate il guanciale, sarà certamente necessario salare il sugo.
  4. Cuocere gli spaghetti alla chitarra in abbondante acqua salata e scolarli al dente.
  5. Grattugiare i formaggi e mischiarli.
  6. Tritare il prezzemolo.
  7. Unire i due sughi e, conservandone un mestolo, condire gli spaghetti in una zuppiera. Aggiungere metà del formaggio grattugiato agli spaghetti e rigirare bene.
  8. Prendere il prezzemolo e creare una specie di pista intorno al bordo della zuppiera. Poi, continuare con il formaggio creando affianco un'altra pista più o meno dello stesso spessore e, al centro, versare il mestolo di sugo rimasto.
  9. Avrete realizzato una bellissima e invitante coccarda tricolore.
  10. Buon appetito!
Condividi questa Ricetta